lunedì 23 giugno 2014

BONUS 80€

Oltre alla ovvia affermazione che il bonus spetta anche ai cassaintegrati e a quelli in mobilità purchè il reddito annuale non superi i 24-26000 euro, l'elemento di maggiore novità è rappresentato dal fatto che le somme erogabili nel 2014 assoggettate a tassazione sostitutiva (10%) che come è noto hanno un limite di 3000 euro annui (applicabili a chi non supera i 40.000 euro di reddito), non vengono considerate ai fini della determinazione dei limiti di reddito per avere diritto al bonus (24.000 per avere diritto a 640 euro e progressivamente di meno fino ad azzerarsi a 26.000 euro).
A chi viene riconosciuto il credito (bonus 80 euro)
Ai lavoratori dipendenti con un reddito imponibile lordo complessivo fino a 24.000 euro e non superiore a 26.000 euro.
Il credito viene riconosciuto automaticamente per l’anno 2014 (art. 1 DL 66/2014).
Importo del credito
640 euro per un reddito imponibile lordo complessivo non superiore a 24.000 euro.
Sopra i 24.000 euro il credito decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di 26.000 euro.
Reddito complessivo
Bonus annuo ipotizzato per un lavoratore dipendente che lavora tutto il 2014
da 0 a 8.000 euro
0
da 8.000 a 24.000 euro
640
24.500 euro
480
25.000 euro
320
25.500 euro
160
da 26.000 euro in poi
0
A chi non spetta
Ai lavoratori dipendenti con un reddito imponibile lordo complessivo superiore a 26.000 euro. Non spetta a chi ha un reddito inferiore a 8.000 euro.
Rinuncia al credito
In caso di non rinuncia, le eventuali somme già percepite saranno recuperate automaticamente in fase di conguaglio fiscale di fine anno o con la dichiarazione dei redditi.
Calcolo determinazione del credito
Il bonus viene determinato sulla base dei dati reddituali a disposizione del sistema (reddito previsionale) e sulla base di altri dati comunicati da parte del lavoratore, derivanti da diversi rapporti di lavoro intercorsi nell’anno 2014.
Il credito è su base annua, per la durata del rapporto di lavoro, considerando il numero dei gg. effettivamente lavorati, quindi, dovrà essere parametrato al numero dei gg. lavorati nell’anno.
Ad esempio un dipendente che lavora l’intero anno percepirà l’importo spettante in otto mensilità, rideterminato, in fase di conguaglio fiscale di fine anno, in base al reddito complessivo e ai gg. lavorati.
Da quando parte l’erogazione del credito
A partire dalle retribuzioni erogate nel mese di maggio, oppure, per motivi tecnici, a partire dalle retribuzioni del mese di giugno, ferma restando la ripartizione dell’intero importo spettante nell’anno 2014.
Calcolo del credito e precedenti rapporti di lavoro
Nel caso di un lavoratore che ha avuto altri rapporti di lavoro prima di maggio 2014, il sostituto d’imposta rilascerà il CUD entro 12 gg, dalla richiesta dell’interessato. Il lavoratore consegnerà il CUD al nuovo datore di lavoro e questi dovrà tenere conto dei dati ivi esposti per calcolare la spettanza del credito e il relativo importo.
Rilevanza del credito
Il credito non concorre alla formazione del reddito, quindi, il bonus percepito non è tassabile ai fini delle imposte sui redditi.
Spettanza del credito in caso di aspettativa non retribuita, part time, indennità disoccupazione, lavoratori deceduti
In caso di aspettativa senza assegni, poiché il bonus è calcolato in riferimento ai gg. lavorati, vanno sottratti i gg. per i quali non spetta alcun reddito.
Nessuna riduzione va effettuata in caso di part time verticale o orizzontale.
In caso d’indennità di disoccupazione, queste somme costituiscono redditi della stessa categoria di quelli da lavoro dipendente. Il credito è riconosciuto in via automatica e va calcolato tenendo conto dei gg. che danno diritto alle indennità.
Spetta anche ai lavoratori deceduti in relazione al loro periodo di lavoro nel 2014 e sarà calcolato nella dichiarazione dei redditi del lavoratore deceduto, presentata da uno degli eredi.
Ricalcolo delle condizioni di diritto al credito
Le variazioni mensili del reddito previsionale possono comportare la sospensione dell’erogazione del beneficio o l’attribuzione del bonus fino ad allora non riconosciuto.

DISTRIBUZIONE CONTRATTO CONFIMI


Al via l'anticipazione sociale bancaria per cassintegrati a zero ore

Finalmente è stata definita con Regione Lombardia la data di apertura del sistema di anticipazione sociale bancaria dedicati a coloro che sono in cassa integrazione a zero ore. Dal 19 maggio 2014 sarà possibile, presso i nostri sportelli Cisl, inoltrare la domanda di richiesta di anticipazione della cassa integrazione a zero ore. (Cassa in deroga e straordinaria)
Ad oggi le banche che hanno aderito sono le seguenti:
- Monte dei Paschi di Siena
- Banca di Credito Cooperativo del Basso Sebino
- Banca di Vigevano Credito Cooperativo
- Banca di Credito Cooperativo Borghetto Lodigiano
- Banca di Credito Cooperativo Colli Morenici del Garda
- Intesa Sanpaolo 
Per aggiornamenti consultare il sito: www.fwamilano.org
oppure rivolgersi alle sedi CISL

ELBA LOMBARDIA SINTESI PROVVIDENZE LAVORATORI AZIENDA

ELBA sostiene l’artigianato lombardo con una serie di Provvidenze (contributi a fondo perduto) rivolte sia ai lavoratori che alle imprese del settore.

Le Provvidenze sono determinate ogni anno dalle Parti Sociali Regionali sulla base di specifici stanziamenti e prevedono diversi campi di intervento,
ne riportiamo i principali:

PROVVIDENZE PER LE IMPRESE
Incremento dell’occupazione, Formazione apprendisti, Formazione imprese, Mantenimento occupazionale, Incentivi alle assunzioni, Rette per asili nido, Contributo per gli investimenti, Accesso al credito etc..

PROVVIDENZE PER I LAVORATORI
Intervento per la disoccupazione, Borse di studio, Anzianità professionale aziendale, Sostegno al reddito, Contributo alla scolarità,Rette per asili nido, Conferma in qualifica apprendistato, Contributo congedo parentale, etc..

martedì 14 maggio 2013

CCNL COOP: i lavoratori metalmeccanici delle cooperative di produzione e lavoro hanno il nuovo contratto


Oggi, dopo tre mesi di trattativa, a quattro mesi dalla scadenza del contratto precedente, e senza scioperi, è
stata sottoscritta tra Fim, Fiom, Uilm e Alleanza delle Cooperative Italiane, l’ipotesi di accordo per il rinnovo
del Contratto Nazionale 2013/2015 per gli addetti delle aziende cooperative metal meccaniche; l’intesa
interessa circa 20.000 mila lavoratori. Come nel rinnovo del contratto principale del settore, sottoscritto a
dicembre 2012 da Fim e Uilm con Federmeccanica e Assistal, l’aumento medio salariale definito è di 130
euro; viene ritoccata in alto la quota dell’elemento perequativo - pari a 485 euro l’anno - destinataai
lavoratori che non godono della contrattazione aziendale; sono state aumentate le maggiorazioni per i  turni
notturni, le indennità di trasferta e di reperibilità.
Sul fronte del welfare contrattuale, l’accordo prevede l’istituzione dell’assistenza sanitaria integrativa, finora
non prevista dal Ccnl della cooperazione metalmeccanica con contribuzione a carico dei datori di lavoro pari
a 24 €l’ anno nel 2013 che diventeranno 48 €nel 2014 e 72 €nel 2016.
Importanti avanzamenti sono stati raggiunti anche sul piano normativo, in particolare sulla tutela della
malattia: aumentano i periodi pagati al 100%, mentre i periodi oggi pagati al 50% vengono innalzati all’80%;
inoltre trascorsi 61 giorni, ogni nuovo evento viene considerato a se stante e quindi non cumulabile con le
malattie precedenti, come era previsto nel vecchio  contratto. Rimane la regola già vigente nel Ccnl della
cooperazione riguardo alla penalizzazione delle malattie brevi, che viene tuttavia migliorata includendo le
assenze per malattia connesse allo stato di gravidanza tra le casistiche per le quali è esclusa
penalizzazione. La normativa contrattuale riguardante l’orario di lavoro mantiene le specificità da sempre in
essere nel contratto della cooperazione che per primo nel settore metalmeccanico, fin dai suoi esordi,negli
anni 80, contemplò l’ istituto della flessibilità  dei regimi di orario in un arco temporale di 12 mesi con orario
settimanale minimo di 32 ore e massimo di 48 ore. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, si è provveduto
agli adeguamenti sollecitati dalla recente riforma  Fornero, in particolare sull’apprendistato e sui contratti a
tempo determinato sono state introdotte nuove tutele. Sul part-time per la prima volta si è ottenuta  la
garanzia di accoglimento della richiesta dei lavoratori in materia, sia pure nell’ambito del 4% della  forza
lavoro.
Per la Fim l’intesa raggiunta oggi è importante perché da ai lavoratori risposte salariali e normativeimportanti
in una fase di forte criticità economica e lo fa inlinea con quanto già realizzato nel settore da Fime Uilm nel
precedente contratto; riconoscendo aumenti contrattuali finalizzati alla protezione del potere d’ acquisto delle
retribuzioni, introducendo innovazioni normative digrande interesse. Contemporaneamente l’intesa
riconosce le specificità della cooperazione, compresi gli istituti partecipativi a cui fa riferimento per affrontare
le esigenze di flessibilità del lavoro e quelli di democrazia economica. La Fim ha lavorato fino alla fine per
ottenere la definizione dei migliori contenuti possibili ottenendo proprio nell’ultimissima fase dellatrattativa
alcune importanti e significative risposte da partedelle Associazioni della Cooperazione riguardo alla sanità
integrativa e al valore sociale della maternità”
Roma, 13 maggio 2013    Ufficio Stampa FIM CISL

mercoledì 27 febbraio 2013

PERMESSI ELETTORALI


LAVORATORI CHIAMATI A SVOLGERE FUNZIONI PRESSO GLI UFFICI ELETTORALI

In occasione delle consultazioni elettorali coloro che adempiono a funzioni presso gli uffici elettorali hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per tutto il periodo corrispondente alla durata delle relative operazioni (art.119 del Dpr 30 marzo 1957, n. 361).

Questa disposizione e` stata oggetto di progressive modifiche nel corso degli anni. La previsione legislativa e` stata, inoltre, estesa ai rappresentanti di lista o di partito e ai promotori dei referendum con la legge 21 marzo 1990, n. 53, ponendo così ine alla discussa questione in merito alla possibilità meno di riconoscere anche a questi soggetti il diritto di godere dei permessi elettorali.

E' opportuno chiarire che la lettera della legge parla di un vero e proprio diritto, per cui il datore di lavoro non può in alcun caso impedire al lavoratore di espletare le funzioni elettorali che gli sono demandate.
Il lavoratore deve comunicare con un congruo preavviso la propria assenza
L'attività svolta presso l'ufficio elettorale e` equiparata a tutti gli effetti all'attività normalmente svolta dal lavoratore.
Ciò significa che i giorni lavorativi trascorsi al seggio (solitamente il lunedì, dedicato allo spoglio delle schede, ed eventualmente i giorni successivi) vengono retribuiti come se il lavoratore avesse normalmente lavorato.

Invece, nei giorni festivi o non lavorativi (e quindi il sabato, se il contratto di lavoro prevede la prestazione su cinque giorni1, e la domenica), il lavoratore ha diritto a percepire, in aggiunta alla normale retribuzione, un'ulteriore retribuzione specifica (stabilita contrattualmente, e solitamente pari ad un ventiseiesimo della retribuzione ordinaria) oppure, in alternativa, può optare per il godimento del riposo compensativo.

Questo e` uno degli aspetti più controversi della disciplina, in quanto secondo il dettato letterale del sopra ricordato articolo 119, il lavoratore ha la facoltà di scegliere tra il recupero compensativo e il pagamento di una quota aggiuntiva alla retribuzione. Quindi, qualora il lavoratore optasse per la maggiorazione retributiva, non godrebbe, per la settimana elettorale, del riposo settimanale.
Questa alternativa tra l'erogazione di una somma di denaro e il riposo settimanale appare peraltro in contrasto con il principio dell'irrinunciabilità del riposo settimanale sancita dall'articolo 36, terzo comma, della Costituzione. La Corte costituzionale, intervenuta sulla questione, ha chiarito che il diritto del lavoratore al recupero immediato del riposo festivo e` indubitabile, e scaturisce direttamente dalla voluta parificazione legislativa tra l'attività al seggio e l'attività lavorativa, rispetto alla quale la garanzia del riposo e` precetto costituzionale (Corte costituzionale, sentenza n. 452 del 13 dicembre 1991).


Il diritto del lavoratore di godere dei riposi compensativi o di percepire le maggiorazioni retributive e` subordinato alla presentazione al datore di lavoro della documentazione che attesti la sua effettiva assenza per motivi elettorali. Il lavoratore e` tenuto, pertanto, a presentare la comunicazione di convocazione dell'ufficio elettorale (o il documento di nomina a rappresentante di lista), e inoltre un attestato per i giorni effettivamente trascorsi al seggio, sottoscritto dal presidente di seggio con il timbro della sezione elettorale.
La mancata produzione di tali documenti preclude al lavoratore la possibilità di godere del riposo compensativo o della retribuzione maggiorata.
La norma contenuta nell'articolo 119 del Dpr n. 361 del 1957 equipara l'attività svolta al seggio elettorale alla normale attività lavorativa, e questa equiparazione si estende per tutto il periodo corrispondente alla durata delle relative operazioni.
Pertanto se lo spoglio delle schede si protrae solo per alcune ore del giorno successivo (ad esempio l'attività elettorale si conclude dopo la mezzanotte e quindi il mattino del martedì) da luogo al sorgere dei benefici (retributivi o compensativi) previsti per l'intera giornata.


RIEPILOGO DEL REGIME DEI PERMESSI PER SCRUTATORI


Giorni considerati lavorativi trascorsi al seggio (lunedì e in alcuni casi il sabato quando è considerato lavorativo)

Diritto all'assenza dal lavoro e alla normale retribuzione



Giorni festivi o non lavorativi (di norma domenica e sabato

Diritto ad una quota retributiva aggiuntiva (1/26) alla normale retribuzione oppure diritto a scelta al riposo compensativo



La documentazione da consegnare al datore
Scrutatori e segretari
Nomina del comune -o del presidente di seggio se trattasi di provvedimento di urgenza- e dichiarazione successiva a cura del presidente che attesta la presenza al seggio corredata da indicazione dell'orario iniziale e finale delle operazioni.

Presidenti di seggio
Decreto di nomina e dichiarazione (vistata dal vicepresidente) che comprovi giorno e ora di inizio delle operazioni presso i seggi.
Rappresentanti di lista
Certificato redatto dal presidente di seggio che attesta l'esecuzione dell'incarico ricevuto dalla lista e recante l'orario di presentazione al seggio e quello conclusivo delle operazioni di spoglio dell'ultimo giorno.
N.B. Il rappresentante di lista ha la facoltà di presentarsi la domenica mattina al seggio, invece che nel pomeriggio di sabato; il suddetto certificato, pertanto, deve portare menzione specifica dell'accreditamento nella giornata di sabato, in caso contrario il sabato non viene considerato.


Permessi elettorali e Cassa integrazione
Si può configurare il caso di un lavoratore posto in cassa integrazione sia la settimana precedente le votazioni, come, soprattutto, la settimana successiva quando il lavoratore è impegnato (di lunedì o eccezionalmente di martedì) ai seggi.
Sembra ragionevole sostenere il diritto alla retribuzione aggiuntiva (1/26) per le giornate di sabato e domenica (l’eventuale conversione in riposo compensativo, al di là del diritto o meno, a questo punto non è interessante perché dovrebbe essere recuperato al rientro della cassa!) in quanto il lavoratore in giorno di riposo e di festa è impegnato ai seggi. Mentre per il lunedì (ed eventualmente il martedì) essendo sospeso in cassa non ha diritto alla retribuzione.
Non risultano pronunciamenti della giurisprudenza in materia.
1 Cassazione 12-6-2002 n. 8400

giovedì 14 febbraio 2013

CAF CISL: PRENOTATI PER IL 730/2013!


18° Congresso Fim Sondrio




Il giorno 11 febbraio si è celebrato in Morbegno il 18° Congresso territoriale della FIM di Sondrio. Il dibattito si è sviluppato su una relazione del Segretario uscente Davide Fumagalli.
Numerosi gli invitati tra i quali Sandro Pasotti della FIM Nazionale, Nicola Alberta Segretario Generale FIM Lombardia, Davide Gheda FIM Lombardia, Mirko DolzadelliDanila Barri ed altri in rappresentanza della CISL di Sondrio; Giorgio Petrelli e Adolfo Ottonello in rappresentanza di Confindustria Sondrio. Al  dibattito incentrato principalmente sui temi della crisi, occupazione, riforme recenti, contratto Nazionale a firma solo FIM ed alla situazione organizzativa della categoria sul territorio,  non sono mancati i contributi degli invitati, in particolar modo del segretario Generale di FIM CISL Lombardia, FIM Nazionale, CISL di sondrio ma anche del rappresentante di confindustria.
Gli adempimenti congressuali hanno visto la riconferma di DAVIDE FUMAGALLI a Segretario Generale e, su sua proposta ROBERTO ROVEDATTI ed EMANUELA PARAGONI come componenti di segreteria.

mercoledì 13 febbraio 2013

SAN.ARTI: IL FONDO SANITARIO DELL' ARTIGIANATO



Nei giorni scorsi si è avviata anche dal punto di vista operativo l’esperienza di SAN.ARTI., il Fondo Nazionale di Assistenza Sanitaria Integrativa dell’Artigianato.
A seguito della delibera del'INPS in merito alla convenzione F24, può finalmente partire la contribuzione.

E' confermato l'1 febbraio come data di decorrenza dei contributi.
Conseguentemente le aziende dovranno effettuare il primo versamento entro il 18 marzo p.v.
Le adesioni delle aziende al Fondo possono essere fatte on line sul sito www.san.arti.it ,
che è già operativo.
Vi ricordo che l'avvio della contribuzione era stato inizialmente fissato al primo gennaio 2011 e che di questo si era tenuto conto nell'individuazione dei costi contrattuali per i rinnovi dei CCNL.

Saranno predisposti materiali informativi ed illustrativi sulle caratteristiche e le prestazioni del Fondo e verranno predisposte uscite sugli organi di stampa.
 E’, inoltre, in programma una conferenza stampa di lancio del Fondo.

venerdì 8 febbraio 2013

18° CONGRESSO FIM SONDRIO:"IL CORAGGIO DELLA RESPONSABILITA'"



[...] Gli ingredienti che compongono la responsabilità sono soprattutto due: la consapevolezza e la saggezza.
Essere consapevoli oggi significa avere il coraggio di osservare la società attuale senza filtri distorcenti, allargando l’orizzonte ben oltre i confini del nostro paese e con un metro di valutazione che preveda tutti quegli elementi che determinano la qualità della vita oltre che la quantità, per stilare una valutazione reale benché magari poco incoraggiante del mondo in cui viviamo.
La saggezza invece è la capacità di fare oggi scelte che diano un futuro dignitoso e sostenibile a noi e ai nostri figli; è l'esatto opposto della demagogia e del populismo, del parlare alla pancia, del soddisfare i bisogni di oggi, dell'assolutizzare il presente.[...]

mercoledì 9 gennaio 2013

METASALUTE: POSSIBILITA' DI ISCRIVERSI ENTRO 28 FEBBRAIO


IL FONDO METASALUTE  COMUNICA:

1 - Confermata l’effettiva operatività del Fondo a partire dal 1 gennaio 2013
In data 20 dicembre 2012 il Consiglio di Amministrazione di mètaSalute, a seguito dell’Accordo tra le Parti Istitutive del 18 dicembre 2012, ha dato avvio all’effettiva operatività del Fondo.
Il Consiglio di Amministrazione ha altresì deciso che tutti i lavoratori la cui adesione perverrà al 
Fondo entro il 28 febbraio 2013 potranno fruire delle prestazioni dal 1 aprile dello stesso anno, 
fermo restando l’obbligo al pagamento della contribuzione relativa al primo trimestre.
La suddetta contribuzione dovrà essere versata dall’azienda entro il 20 aprile 2013 e la quota a carico del dipendente (3 euro per il periodo gennaio-marzo) potrà essere trattenuta  in un’unica soluzione dalle competenze relative alla retribuzione del mese di marzo.

2 - Rinvio del pagamento della seconda tranche di contribuzione per l’avvio del 
Fondo mètaSalute
Il pagamento della seconda tranche a carico delle imprese,  quale contributo di avvio per il Fondo mètaSalute previsto per il mese di gennaio 2013, è stato rinviato al mese di gennaio 2014.
Roma, 20 dicembre 2012

martedì 20 novembre 2012

INAIL, FARMACI RIMBORSABILI IN INFORTUNIO e MALATTIA PROFESSIONALE



Per i lavoratori che hanno un infortunio o una malattia professionale l’Inail ha definito, con  Circolare n. 62 del 13 novembre 2012,  limitatamente al periodo di inabilità 
temporanea assoluta al lavoro,  ifarmaci direttamente rimborsati dall’Istitutoche non sono forniti gratuitamente dal servizio sanitario nazionale.



I farmaci rimborsabili sono:


1. Chirurgia
1.1. Preparato per uso topico per ulcere croniche con tessuto fibrinoso o necrotico;
1.2. Preparati per uso topico a base antibiotica con e senza cortisone;
1.3. Garze impregnate di antisettico per cute lesa;
1.4. Crema antibatterica per ustioni;
1.5. Unguento per detersione enzimatica di piaghe necrotiche con e senza antibiotico;
1.6. Pomata antisettica;
1.7. Preparati a base di acido ialuronico con e senza antibiotico, nelle diverse formulazioni per 
favorire la riepitelizzazione della cute lesa.
2. Ortopedia
2.1 Preparati per uso topico a base di antinfiammatori in creme, pomate, gel, cerotti;
2.2 Preparati per uso topico a base di eparina sodica;
2.3 Miorilassanti;
2.4 Antidolorifici per os;
2.5 Immunoterapia batterica per il trattamento delle osteomieliti.
3. Oculistica
3.1 Farmaci per uso topico (pomate e/o colliri) a base antibiotica, con o senza cortisonico per il
trattamento di infezioni esterne di occhio ed annessi;
3.2 Pomate per il trattamento di abrasioni, ferite ed ustioni corneo congiuntivali;
3.3 Colliri midriatici per processi flogistici del segmento anteriore e posteriore dell’occhio;
3.4 Farmaci ipotonizzanti (compresse) per il trattamento dell’ipertono oculare;
3.5 Farmaci vasoprotettori ed antitrombotici (compresse) per il trattamento di emorragie retiniche.
4. Dermatologia
4.1 preparati cortisonici topici per il trattamento di dermatiti da contatto;
4.2 prodotti anticheloidi ( in diversa formulazione);
4.3 antibiotici per il trattamento topico di ferite o ustioni infette.
5. Neurologia e psichiatria
5.1 Ansiolitici ed ipnoinducenti;
5.2 Miorilassanti;
5.3 Attivanti cerebrali;
5.4 Antivertiginosi;
5.5 Antidolorifici per os;
5.6 Farmaci per il trattamento dell’incontinenza urinaria in pazienti con vescica iperattiva;
5.7 Farmaci per il trattamento dei disturbi della motilità intestinale da varie cause.


Per avere il rimborso il lavoratore interessato deve:
  fare domanda su apposito modulo alla sede Inail di competenza allegando 
idonea prescrizione medica, nonché lo scontrino attestante l’acquisto del 
farmaco con indicazione del codice fiscale dell’assicurato medesimo e del codice 
ministeriale prodotto. 
  l’Inail comunicherà direttamente al lavoratore se accettare o meno la richiesta 
di rimborso.


martedì 13 novembre 2012

ESENZIONE TICKET SANITARI REGIONE LOMBARDIA



RIPORTIAMO LA DELIBERA DELLA REGIONE LOMBARDIA DEL 07/11/2012 CHE DI FATTO SOSTITUISCE QUELLA DEL 25 OTTOBRE 2012 CHE LIMITAVA DAL 1 NOVEMBRE 2012 A 20.000€ IL TETTO DI REDDITO MASSIMO PER USUFRUIRE DELL'ESENZIONE DEL TICKET SANITARIO; A SEGUITO DELLE RIMOSTRANZE DELLA CISL LOMBARDIA IL 7 NOVEMBRE VIENE DELIBERATO UN'AUMENTO DEL MASSIMALE DEL REDDITO A 27.000€ E VIENE SPOSTATO AL 1 GENNAIO 2013 L'ENTRATA IN VIGORE.

DI SEGUITO LA PARTE PRINCIPALE


[...] PRESO   ATTO  delle   comunicazioni   del   30.10.2012,   pervenute   alla   D.G.   Sanità   da parte  dell’Associazione  sindacale CISL  Lombardia -  agli  atti dei competenti Uffici  -che   evidenziano   possibili   disagi   per   i   cittadini   a   seguito   dell’applicazione   delle
disposizioni della suddetta deliberazione[...]



[...] "A   decorrere   dal   1  gennaio  2013,  i   seguenti  soggetti  avranno  diritto
all’esenzione dalla compartecipazione alla spesa farmaceutica e per
le prestazioni di specialistica ambulatoriale: 

- i   disoccupati   iscritti   agli   elenchi   anagrafici   dei   centri   per
l’impiego,   esclusivamente   se   il   relativo   reddito   familiare   risulti
pari   o   inferiore   a   27.000   Euro/anno,  ed   i   familiari   a   loro   carico,
per il periodo di durata di talecondizione;

- i   cittadini   in   cassa   integrazione   straordinaria   o   in   deroga   o   in
mobilità  che   percepiscano   una   retribuzione,   comprensiva
dell’integrazione   salariale   o   indennità,   non   superiore   ai
massimali   mensili   previsti   dalla  Circolare   n.   20   dell’INPS   del
8.2.2012,  ed   i   familiari   a   carico,   per   il   periodo   di  durata  di   tale
condizione;

- i   cittadini   cui   è   stato   concesso   il   contratto   di   solidarietà
cosiddetto difensivo ex art. 1 del D.L. 30 ottobre 1984, n. 726 che
percepiscano   una  retribuzione,   comprensiva   dell’integrazione
salariale,  non  superiore ai  massimali  previsti  dalla  Circolare  n. 20
dell’INPS  del   8.2.2012  per  la  cassa   integrazione  ed  ai   familiari   a
loro carico,per il periodo di durata di talecondizione." [...]

QUINDI QUESTO DOVREBBE  COMPORTARE  DAL 1 GENNAIO 2013 CHE:
- PER I DISOCCUPATI   IL LIMITE DI REDDITO COMPLESSIVO PER USUFRUIRE DELL'ESENZIONE E' DI 27.000€/ANNUO
- PER CHI E' POSTO IN CIGS/MOBILITA' E CDS PER POTER CONTINUARE AD USUFRUIRE DELL'ESENZIONE OCCORRERA' CHE LA RETRIBUZIONE MENSILE NON SI SUPERI  I MASSIMALI PREVISTI DALL'INPS ( CHE PER IL 2012 SONO 931,28€  e  1119.32€ a seconda se si percepisce uno stipendio lordo mensile - compreso di 13° e maggiorazioni- inferiore o superiore a 2014,77€);QUINDI COLORO CHE NON SONO POSTI A ZERO ORE MENSILI O CHE RICEVONO UNA INTEGRAZIONE DA PARTE DELL'AZIENDA MOLTO PROBABILMENTE SUPERANO I TETTI MENSILI E NON AVRANNO PIU' DIRITTO ALL'ESENZIONE
FINO AL 31 DICEMBRE VALGONO LE VECCHIE REGOLE
DAL 1 GENNAIO 2013 OCCORRE COMPILARE NUOVI MODULI X L'ESENZIONE


lunedì 29 ottobre 2012

Il governo stanzia 230 milioni per assumere giovani. Qualcosa si muove?


Lo scorso 5 ottobre è stato pubblicato il decreto interministeriale che istituisce presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un fondo di oltre 230 milioni di euro gestito dall’Inps per sostenere e incentivare l’occupazione dei giovani e delle donne e favorire il loro l’ingresso nel mercato del lavoro. Le risorse stanziate riguardano i rapporti di lavoro stabilizzati oppure attivati entro il 31 marzo 2013. I contributi sono previsti per i contratti stipulati con giovani fino a 29 anni di età e con donne di qualsiasi età.
In particolare, viene riconosciuto un importo pari a 12.000 euro in caso di trasformazione di un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato. Sono inoltre previsti incentivi per le assunzioni di giovani e donne a tempo determinato, la cui misura varia in relazione alla durata del rapporto di lavoro. In particolare il valore del contributo è stabilito nella misura di3.000 euro per contratti di lavoro di durata non inferiore a 12 mesi; nella misura di 4.000 euro se la durata del contratto supera i 18 mesi e, da ultimo, nella misura di 6.000 euro per i contratti aventi durata superiore a 24 mesi.
Nell’epoca più difficile per i giovani, con i dati che parlano di un under 35 su tre senza lavoro, ecco un tentativo di risposta del Governo, che parla direttamente alle imprese, incentivandole ad assumere e a stabilizzare posizioni professionali. Un buon inizio o troppo poco, secondo voi? E come porsi rispetto al cruciale tema degli ammortizzatori sociali, in Italia notoriamente molto deboli? Scriveteci.
tratto da "Corriere della Sera" del 29 ottobre 2012

giovedì 25 ottobre 2012

IL LAVORO CHE SALVA


In Europa ci sono 25 milioni di disoccupati, un numero destinato, con ogni probabilità, a crescere nei prossimi anni, a meno di svolte che per ora restano nel regno dei desideri. Dovremmo fermarci di più a riflettere su questi numeri fatti di carne e sangue, che possono dirci molte cose, e ci potrebbero spingere all'azione per cambiarli e migliorarli. Se pensassimo fino in fondo a questi numeri, senza fermarci alla superficie del fenomeno, ci accorgeremmo presto che il principale costo delle crisi economiche, soprattutto di quelle profonde ed epocali come quella di oggi, è sempre quello umano. Ma il principale ostacolo che si incontra subito è la mancanza di indici di bilancio o di monete capaci di misurarlo, compensarlo, e spesso perno di vederlo. Non entra nel Pil, e solo l’osservazione della vita vera della gente e del mondo del lavoro potrebbe almeno in parte rivelarci.
Le componenti principali di questo costo umano, invisibile ma realissimo, sono due, che aumentano entrambe in tempi di crisi: la disoccupazione in senso stretto e la sofferenza che nasce dal dover fare lavori sbagliati per vivere. Della prima componente, cioè dei costi della disoccupazione, sappiamo abbastanza, ma non sappiamo e non diciamo tutto: si sottolinea poco, ad esempio, il danno di avere un numero crescente di giovani fuori dal mondo del lavoro. E quando i giovani non lavorano sono certamente i giovani stessi a perdere molto, moltissimo, per la mancanza di reddito e per non investire lavorando gli anni migliori e più creativi della vita; ma perde moltissimo anche il  mondo dell'impresa, che quando non ha abbastanza giovani tra i suoi lavoratori  non riesce a innovare veramente, non ha abbastanza entusiasmo, gratuità, voglia di futuro e speranza.
Un Paese come il nostro e come tanti altri in Europa (non nel resto del pianeta) che lasciano troppi giovani fuori dal mondo produttivo, genera allora un grande duplice grave danno: per i giovani (e quindi per tutti) e per le imprese (e quindi per tutti). Ma c'è di più, e per capirlo dobbiamo considerare la seconda componente del costo umano della disoccupazione: la profonda sofferenza di chi, quando il lavoro manca, è costretto ad accettare lavori che non corrispondono alla propria vocazione e ai propri talenti. Pèrché? E in quale senso? Un giorno rividi una mia compagna di liceo, che lavorava, laureata, come cassiera in un supermercato. Al vedermi arrossì, in evidente disagio che nasceva dal sapere, lei per prima, che quel lavoro che stava facendo non era quello che aveva voluto, sognato, per cui aveva studiato e sudato tanti anni. La prima cosa che avrei voluto dirle è farle in qualche modo arrivare, è il valore etico del lavoro, anche quando è svolto "semplicemente" per procurarsi il necessario per vivere, non dipendere dagli altri, e magari far vivere bene le persone alle quali si è legati e di cui si è responsabili.
Milioni di persone vanno tutti i giorni a lavorare per questa ragione, e nel lavorare per vivere e far vivere meglio possibile nobilitano il lavoro, se stessi, la società. Tutto questo può essere già molto; ma il lavoro non è mai solo questo, perché quell'essere simbolico che chiamiamo "persona" è sempre in cerca di senso in quello che fa. E se il lavoro mentre mi dà da vivere non mi dà anche senso(e cioè significato e direzione), il lavoro darà pure un bene (salario, identità sociale), ma procurerà molta sofferenza nel lavoratore e nelle relazioni attorno a lui o a lei, dentro e fuori le imprese. C’è, però, una possibilità  -avrei voluto aggiungere in quel dialogo silenzioso tra due vecchi compagni di scuola- per redimere e dar senso a questa sofferenza: cercare di fare bene ciò che si fa. Anzi, sono convinto che esista una sorta di regola aurea: «Più il lavoro che svolgiamo è sbagliato, più dobbiamo farlo bene, se non vogliamo morire».
Se si lavora nel posto sbagliato, se si fanno cose lontanissime da quelle che si pensa siano la professione che mi farebbe fiorire, l'unico modo per salvarsi è lavorare bene. Perché se lavoro male in un lavoro sbagliato, mi spengo dentro. Perché non rimane più nulla di vero a cui aggrapparmi per continuare a vivere e a crescere. E nel far bene qualsiasi lavoro aiuta pensarlo e viverlo come "servizio", questa parola oggi non più di moda perché non è di moda la vita, ma che è sempre fondativa di ogni vera civiltà.
Tutti, però, cittadini, imprese è istituzioni, dobbiamo fare di più perché un numero sempre maggiore di persone (giovani in particolare) lavorino, è possibilmente nel luogo giusto. Erano soprattutto queste le cose che avrei voluto dire a quella mia compagna di scuola, e che bisognerebbe saper dire ai tanti concittadini che oggi, per vivere o sopravvivere, continuano a rendere sacro e degno il loro lavoro, ogni lavoro. E può anche accadere, fatto non raro, che a forza di far bene un lavoro che non piace, si finisca un giorno per amarlo.

di LUIGINO BRUNI tratto da "Avvenire" del 14 ottobre 2014

mercoledì 24 ottobre 2012

RINNOVO CCNL METALMECCANICI 2013 2015



METASALUTE: IL FONDO SANITARIO DEI METALMECCANICI A 1€ AL MESE!




CHI PUO' ISCRIVERSI?
dipendenti di aziende metalmeccaniche che applicano il CCNL industria
non in prova, assunti a tempo indeterminato
con contratto part-time, apprendisti
con contratto a tempo determinato con durata residua del rapporto 12 mesi
QUANTO COSTA?
1€/mese a ciascun dipendente
COME FARE AD ISCRIVERSI?
Occorre compilare il modulo in triplice copia, consegnarlo alla propria azienda che restituirà una copia controfirmata
QUALI SONO LE PRESTAZIONI?
leggi la brouchure 
PER SAPERNE DI PIU': www.fondometasalute.it



martedì 16 ottobre 2012

ELETTO MIRKO DOLZADELLI NUOVO SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL DI SONDRIO




Il Consiglio Generale della Cisl di Sondrio riunitosi oggi ha eletto come nuovo segretario generale Mirko Dolzadelli  per anni e fino allo scorso maggio segretario generale della Fim di Sondrio; 
la sua elezione ha avuto un'ampio consenso di voti e ha visto nella composizione della nuova segreteria  la conferma di Danila Barri e la nomina di Cristiano Mazzucotelli.
Naturalmente era presente una folta rappresentanza di delegati della Fim, testimoni  orgogliosi del lavoro fatto in categoria da Mirko al quale vanno tutti i nostri migliori auspici!

giovedì 21 giugno 2012

SCIOPERO E MANIFESTAZIONE PROVINCIALE CGIL CISL UIL GIOVEDI' 28 GIUGNO A SOSTEGNO DELLA VERTENZA RIELLO E DELL'OCCUPAZIONE NELLA NOSTRA PROVINCIA


Crisi in casa Riello L'azienda risponde picche


Dopo l'annuncio della smobilitazione del reparto caldaie, mercoledì l'incontro tra sindacati e proprietà. Quest'ultima ribadisce che a Morbegno resterebbe solo la produzione degli "scambiatori", impiegando 60 operai e 14 addetti.


Sondrio, 20 giugno 2012 - Aggrappati alla speranza, di fronte alla sede di Sondrio dell'Unione industriali valtellinese, in una settimana che è già stata un susseguirsi di giorni di paura e di sradicamento. Ieri nella città capoluogo, sotto il sole, sono arrivati a manifestare i 242 della Riello, operaie e operai dallo stabilimento di Morbegno: da venerdì messi di fronte a una ristrutturazione d'azienda lacrime e sangue.
La Riello Spa, produttrice veronese, società leader nel campo degli apparecchi da riscaldamento, vuole smobilitare il reparto caldaie murali. A Morbegno sono 178 dipendenti che andrebbero a perdere il lavoro. Su via Trieste ieri a partire dalle 10 il presidio delle maestranze: dentro, al civico 66 management, dirigenza della fabbrica e sindacati in piena trattativa. L'azienda a dire come il settore sia in calo, e lo stabilimento «non più competitivo». I sindacati a replicare: «Ci ribaltano come motivi di disimpegno le lacune che segnaliamo da anni: ci dicono le cose che per primi abbiamo detto noi». E cioè, che se non investi in tecnologia, se non diversifichi le linee di prodotto, finisci per perdere quote di mercato. Il mondo corre.
L'incontro di ieri in Confindustria è stato il primo "match" tra una proprietà che spiega di volere affrontare «i duri frangenti della crisi, con operazioni dolorose ma necessarie per non perire». E i sindacati, che dicono, come Pino Barbusca, Fiom Cgil, che «di posti di lavoro, in Valtellina, in questo momento, non ci si può permettere di perderne nemmeno uno». Che ricordano, come Guglielmo Zamboni, anche lui Cgil, che, «la Riello, azienda concertificazione made in Italy, immette sul mercato nazionale dalle 150.000 alle 200.000 caldaie murali all'anno. 46.000 arrivano da Morbegno, e sono ormai le uniche prodotte sul territorio nazionale. Le altre vengono fatte in Polonia. Questo - asserisce scandendo - è l'ultimo stabilimento non fuori confini».
Passano le ore, passa un operaio sconsolato, dice, «non cambiano idea». Legnago, dove la Riello Spa ha sede, è lontana, ma i vertici sono tutti lì. E la contestazione gli si rivolge per ore nel corso della mattinata. Ci sono i fischietti dei metalmeccanici e i campanacci, cori dai toni forti, ma senza che il clima trascenda in intemperanze. Alle 14 l'incontro finisce, e si torna in fabbrica per l'assemblea generale. L'idea, la Riello non la cambia. «Possiamo solo - hanno comunicato in serata i dirigenti delle tre sigle sindacali, Cisl, Cgil e Uil - esprimere la grossa delusione per una vertenza che non ha portato nulla di fatto. L'azienda ha ribadito i numeri annunciati in precedenza approfondendo solo particolari di quello che sarà il piano industriale. Resterebbe solo la produzione degli "scambiatori", impiegando 60 operai e 14 addetti»
ARTICOLO TRATTO DA "IL GIORNO" DEL 21/06/12